Chi siamo – Ente Don Orione

 

L’Ente Don Orione svolge la sua attività a favore dei disabili fisici e psichici, degli anziani auto sufficienti e non, dei minori, delle ragazze-madri, dei giovani in difficoltà nelle strutture scolastiche, nelle parrocchie e negli oratori.

L’Ente Don Orione…

Apre le porte a tutti anziani e disabili “…non domanda a chi bussa se abbia un nome, una religione, ma soltanto se abbia un dolore…”.

Offre il conforto di un clima familiare e un’adeguata assistenza socio-sanitaria attraverso le moderne attrezzature di cui dispone. Svolge attività riabilitativa che viene erogata attraverso l’uso coordinato di tutti i mezzi: medici, sociali ed educativi e con modalità interdisciplinari, non solo di tipo strettamente clinico, ma anche con l’apporto delle conoscenze psicopedagogiche e sociali, e perciò ricoprente nel suo ambito tutte le competenze che concorrono a raggiungere il massimo recupero dei potenziali fisici, mentali emozionali e sociali dell’individuo.

Fonti di riferimento

Fonte principale di riferimento è la Sacra Scrittura, nella quale si rivela una visione della persona unica e irripetibile e dove si manifesta continuamente la misericordia di dio e degli uomini. Nel magistero di Giovanni Paolo II è presente, fin dagli inizi del suo pontificato, la passione per la dignità dell’uomo, di ogni uomo, soprattutto di quelli che non hanno voce.

Nella basilica di San Martino di Tours, in Francia, il 21 settembre 1996, incontrando i rappresentanti dei “feriti della vita” (malati, invalidi, poveri, anziani, malati di Aids, prostitute, disoccupati, immigrati), Giovanni Paolo II non ha evitato definizioni coraggiose: “Una società viene giudicata per l’attenzione che ha vero i feriti della vita. Di fronte all’aumento de numero degli esclusi, bisogna trovare nuovi modi di vita personali e collettivi, nuove forme di solidarietà dentro di ogni società e tra i popoli” (la doc. catholique n. 2146, pag. 868-869).

Il magistero della Chiesa, inoltre, ha sempre dato direttive ben precise, tenendo conto dei segni dei tempi.

Don Luigi Orione ha messo in pratica questa visione dell’uomo e la propone ancora oggi, all’inizio del terzo millennio, servendo e generando in tutto il mondo strutture a servizio dell’uomo.

L’Attività

L’attività dell’Ente Don Orione si ispira agli insegnamenti del Vangelo ed all’esempio di San Luigi Orione: “nel più misero degli uomini brilla l’immagine di Dio”. Tutti gli operatori, i volontari del servizio civile i religiosi e i gruppi di volontariato, hanno il compito, ognuno per il proprio ruolo, di prendersi cura dell’ospite, tenendo conto delle diverse condizioni di disabilità e di dipendenza. Tutte le prestazioni erogate, sono finalizzate ad assicurare il miglioramento della qualità della vita dell’ospite sia materialmente che spiritualmente.

Le Strutture Assistenziali, i Servizi e le Attività

  • Centri assistenza disabili;
  • RSA;
  • Case di riposo;
  • Comunità alloggio;
  • Centri diurno;
  • Centri assistenza giovani;
  • Centri assistenza studenti in difficoltà;
  • Centri accoglienza immigrati e senza fissa dimora;
  • Centri assistenza minori;
  • Centri assistenza madri con minori a carico in difficoltà;
  • Centri Studi e formazione;

I Piccoli Cottolento (Assistenza Disabili)

È il servizio rivolto a quanti sono afflitti da forme gravi di malformazione e di handicap. Rappresenta una forma estremamente significativa della nostra vocazione all’evangelizzazione della società attraverso la testimonianza della carità. Don Orione è il Santo dei Piccoli Cottolengo.

In questa Opera noi cerchiamo di ricevere e rivelare l’amore tenerissimo di Dio per i suoi più “piccoli”. Sono questi coloro che don Orione definiva le nostre “perle”. Noi li riteniamo anche una “perla” per la società e per la Chiesa.

Il senso di questo modello è quello di mettere in circolo, nel corpo sociale ed ecclesiale, questa linfa vitale. A consolazione di questi Piccoli, per sollevare la loro vita e per far brillare la loro dignità di figli di Dio, noi tentiamo di condensare il massimo di cure e attenzioni. Volgiamo un Piccolo Cottolengo che sia “cittadella della carità” e “laboratorio della solidarietà”, fermento della civiltà dell’amore.

Le Case di Riposo – RSA (Assistenza Anziani)

È il servizio rivolto a quegli anziani che, avendo perso ogni possibilità di restare nelle proprie famiglie, hanno bisogno di trovare una nuova casa che li accolga e che tenti di alleviare il disagio della loro situazione.

Si tratta allora di integrarli il più possibile nella comunità umana e cristiana, creando le condizioni affinché si sentano utili a sé e agli altri —anche al di là delle mura della nuova casa— proprio per la loro situazione e nonostante essa. Sono comunità in cui la persona è al centro delle attenzioni e delle cure amorose degli operatori, dei volontari, degli obiettori di coscienza, dei volontari di servizio civile, degli amici e occasionalmente anche delle famiglie e della parentela, coordinati dai religiosi. Se il numero lo consente, la casa si articola come “comunità di comunità” accentuando il carattere familiare.

Le Case di Accoglienza (Assistenza Minori-Ragazze Madri)

Il Servizio si rivolge a minori disadattati e con problemi di integrazione sociale, a ragazze madri in difficoltà. Si tratta di un’espressione nuova dell’intenzione fondazionale che ci spinge a “gettare l’amore di Dio nel cuore” di quei poveri che subiscono violenze, fratture, strappi, umiliazioni nelle/delle loro relazioni fondamentali, quelle che concretizzano l’essenziale “vocazione comunitaria” della persona umana.

I volti di coloro che soffrono questa emorragia di appartenenza, di riferimento e di comunione sono molti e in ambiti diversissimi:

  • minori che subiscono in famiglia forme di violenza, fino a quella sessuale;
  • adolescenti e giovani in rotta di collisione con i genitori e viceversa, come “stranieri in casa”;
  • giovani che abbandonano il tetto familiare, in modo permanente od occasionale;
  • donne che subiscono molestie e violenze nel lavoro o in casa;
  • minorenni non accompagnati;
  • ragazze madri in condizioni di disagio.

I Centri di Accoglienza (Immigrati–Senza Fissa Dimora)

Le Case di Accoglienza per Immigrati e senza fissa dimora si propongono i determinati obiettivi:

  • accoglienza e ascolto degli ospiti del Centro;
  • conoscenza della realtà in cui vivono gli ospiti;
  • accompagnamento psicologico;
  • dialogo e conforto per gli ospiti;
  • preparazione e distribuzione pasti ed abbigliamento;
  • sistemazione materiale utile all’accoglienza: viveri ed abbigliamento;
  • attività integrative etnico-ricreativo-culturali;
  • attività di orientamento e formazione;
  • promozione territoriale di iniziative orientate a processi di integrazione socio-culturale.

Le Parrocchie e gli Oratori (Assistenza Giovani)

I servizi sono quelli specifici che tendono a costruire la Chiesa locale (diocesi, parrocchia, unità pastorale) come una comunità-popolo, che realizza un “cammino-itinerario” di riscoperta di fede, a partire dalla primaria e fondamentale tappa “kerigmatica”, nello spirito missionario di partire dagli ultimi, i “fuori sacrestia”, togliendo l’abisso tra chiesa e popolo. Ogni azione richiama questo disegno comunitario e di evangelizzazione missionaria, pronti ad indicare anche strumenti più pratici e concreti.

Le Scuole (Assistenza Studenti)

Il servizio si rivolge, in una prima fase, a tutti quei ragazzi che ogni giorno varcano i cancelli delle nostre scuole. Come diceva don Orione riguardo ai giovani che sono “sole e tempesta del domani” la nostra congregazione è ben conscia del grande impegno che questa attività comporta, in tal senso la nostra principale preoccupazione è in una prima fase di accogliere tutti gli studenti nello stesso modo, facendoli il più possibile partecipi del carisma del nostro fondatore.

La nostra attenzione, in un secondo momento, si rivolge a tutti quei ragazzi che durante l’anno scolastico vanno incontro a difficoltà; l’obiettivo è quello di accrescere la qualità della scuola, rendendola più aperta al confronto e alla collaborazione dei partners esterni, e quello di rendere l’apprendimento un’esperienza attraente e ricca per i giovani. Crediamo, infatti, che una scuola impegnata sul fronte del disagio giovanile sia una scuola che favorisce l’incontro tra il sistema ufficiale della formazione e quello non formale, per dare vita a un modello flessibile delle conoscenze, basato sia su unità formative, che sono proprie del patrimonio tradizionale e specifico della scuola, sia su modelli esperienziali in grado di accogliere e metabolizzare la cultura viva del territorio e del lavoro.

La scuola che voglia rispondere oggi ai bisogni dei giovani e della società è una scuola che si propone nel territorio come «comunità educante», nella quale confluiscono l’impegno, la partecipazione e la corresponsabilità di tutti i soggetti, pubblici e privati, coinvolti nell’azione educativa.

Le realtà Orionine a servizio delle persone in difficoltà, in piena sintonia con la dottrina sociale della Chiesa, s’impegnano per la salvaguardia della vita umana, per la difesa dei diritti e la promozione integrale della persona nelle diverse età della vita, dal concepimento alla morte naturale. Vogliono sostenere la dinamica della progettualità personale, anche nelle situazioni estreme di maggiore fragilità e sofferenza.

Il valore della persona non è in relazione alla situazione contingente, al possesso di alcuni requisiti, ma intrinsecamente e oggettivamente legato all’appartenenza al genere umano. Metodologicamente ciò si traduce nell’attivazione graduale e progressiva di tutte le potenzialità in dotazione alla persona, nel rispetto dell’originalità di ciascuno. In una visione antropologica cristiana, si tratta di porre sempre attenzione non solo alle pur importanti componenti motorie, intellettive, istintive, emotive, sessuali, relazionali-affettive, sociali, ma anche alle decisive componente morali e religiose, insopprimibili e vitalizzanti, necessarie per dare significato e senso all’esistenza personale, comunitaria, per una vita serena e gioiosa.

Nelle comunità orionine ogni persona è sempre protagonista ed è chiamata a sperimentare in senso cristiano l’amare e l’essere amata.

Vive l’esperienza del dono e del perdono.

Il Servizio Civile Nazionale

Con la fine della leva obbligatoria, sia il servizio militare sia quello civile sono articolati su base volontaria. L’approvazione della legge 64 del 6 marzo 2001 ha disposto l’istituzione del “Servizio Civile Nazionale”.

Il Servizio Civile è l’opportunità di partecipare in modo concreto alla costruzione solidale della realtà sociale, mettendo a disposizione degli altri le proprie energie ed entusiasmi e arricchendo al contempo il proprio bagaglio personale di conoscenze e competenze.

Che impegno mi viene chiesto?

Il Servizio Civile dura 12 mesi e può essere strutturato su un orario settimanale di 30 ore oppure su un monte ore annuale di 1.400 ore. Esso costituisce, inoltre, un utile contributo per il mantenimento degli studi, in quanto ad ogni giovane viene riconosciuto un compenso mensile di € 433,80.

Chi lo può fare?

Possono essere ammessi al Servizio Civile Nazionale ragazzi e ragazze italiani di età compresa tra i 18 e i 28 anni (anche qualora sia già stato adempiuto l’obbligo di leva o l’obiezione di coscienza).

Chi sceglie di impegnarsi per dodici mesi nel Servizio Civile Volontario, come già detto, sceglie di aggiungere un’esperienza qualificante al proprio bagaglio di conoscenze, spendibile nel corso della vita lavorativa, quando non diventa addirittura opportunità di lavoro, assicurandosi nel contempo una minima autonomia economica.

 

Informazioni

Ecco come puoi contattarci! Queste, invece, sono le figure e le sedi accreditate dell'Ente. A proposito, ecco le informazioni per raggiungerci.